Confcooperative - Bilancio di SostenibilitÀ 2024

Risultati di ricerca

Ambiente ed Energia


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Principali risultati 2024 derivanti dalle attività del dipartimento legislativo giuridico - sindacale

 

Obiettivi

Avvio comunità energetiche mutualistiche e non speculative.
Promozione cooperativa.
Valorizzazione del territorio.
Protezione del territorio e del paesaggio.

Attività e risultati

Avvio sistema incentivante - Nuovo decreto- nuova regolamentazione ARERA e GSE Consulenza tecnico-giuridica a CER in fase di avvio.
Rapporti e quesiti GSE-ARERA.
Avvio tavoli e progettualità sul territorio - sensibilizzazione e convegnistica.
Aggiornamento vademecum (in corso).
Osservatorio ENEA -forme giuridiche della CER.
Partecipazione lavori IFEC (forum nazionale delle comunità energetiche).
Partecipazione lavori Osservatorio Arera.
Partecipazione lavori Osservatorio CER di ENEA.
Predisposizione schema statuto CER.
Approvazione proposta emendamento per definizione disposizione transitoria per CER realizzate dopo entrata in esercizio dell'impianto.
Acquisizione chiarimenti da ARERA e GSE.
Trasparenza del perimetro delle cabine primarie- secondarie.
Proposte per trattamento fiscale delle CER Organizzazione webinar formazione.
Lavoro con Enea e tesisti Politecnico Milano per modellizzazione CER in forma cooperativa.

Enti aderenti coinvolti

65 E 1.500 POTENZIALI INTERESSATI

Obiettivi

Promozione CE Promozione energie rinnovabili e valorizzazione agroenergie (biomasse, biogas, biometano, agrivoltaico, idroelettrico).
Promozione cooperazione consumo.

Attività e risultati

Definizione posizionamento tecnico – politico. Partecipazione Audizione e tavoli di lavoro

Enti aderenti coinvolti

820

Obiettivi

Introduzione di alcune deroghe al divieto di cessione dei crediti per IACP, cooperative di abitazione e ONLUS.
Approvazione chiarimenti su applicazione del criterio moltiplicatore del valore per gli interventi effettuati previsto per alcune cooperative sociali ai sensi del comma 10-bis dell’articolo 119 del DL n.34/2020.
Risoluzione problematiche crediti incagliati.

Attività e risultati

Introduzione di alcune deroghe al divieto di cessione dei crediti previste per IACP, cooperative di abitazione e ONLUS - Enti del Terzo settore (Onlus, OdV, APS)- istituzione Fondo finalizzato a riconoscere un contributo diretto alla realizzazione degli interventi da eseguire sugli immobili utilizzati per lo svolgimento delle attività statutarie.
Approvazione chiarimento su applicazione del criterio moltiplicatore del valore riconosciuto previsto per alcune cooperative sociali ai sensi del comma 10-bis dell’articolo 119 del DL n.34 del 2020.
Riconoscimento possibilità per banche, intermediari finanziari iscritti all'apposito albo e società appartenenti a un gruppo bancario e alle imprese di assicurazione autorizzate ad operare in Italia, cessionarie dei crediti d'imposta in relazione ad interventi la cui spesa è stata sostenuta sino al 31 dicembre 2022, di utilizzare in tutto o in parte detti crediti per sottoscrivere emissioni di Buoni del Tesoro poliennali.

Enti aderenti coinvolti

795

Obiettivi

Razionalizzazione e semplificazione procedure di autorizzazione per impianti a fonti rinnovabili.
Tutela territorio e paesaggio

Attività e risultati

Definizione posizionamento tecnico-giuridico.
Elaborazione proposte.
Audizione

Enti aderenti coinvolti

8.333

Obiettivi

Assicurare copertura polizze catastrofali con gradualità proporzionalità e sostenibilità economica per le imprese.

Attività e risultati

Partecipazione tavoli di lavoro Monitoraggio disciplina e proposte Informazione imprese.

Enti aderenti coinvolti

15.640

Obiettivi

Valorizzazione cooperative elettriche storiche.
Disciplina concessioni idroelettriche.
Adeguata applicazione disciplina DM venditori.

Attività e risultati

Partecipazione tavoli Definizione posizionamenti Audizione PNIEC.

Enti aderenti coinvolti

99

Obiettivi

Lavori della Commissione di esperti per la riscrittura del codice ambientale.

Attività e risultati

Interlocuzioni con Ministero ambiente e Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Un rappresentante di Confcooperative nella commissione di esperti per la riscrittura del codice.
Definizione proposta di legge delega con criteri per revisione codice.

Enti aderenti coinvolti

15.640

Obiettivi

Inserimento di alcune disposizioni di semplificazione nella disciplina in materia di tracciabilità dei rifiuti.
Formazione imprese.
Prevenzione illeciti

Attività e risultati

Interlocuzioni con Ministero ambiente, Albo nazionale gestori ambientali, Ecocerved.
Webinar formazione.
Proposte Partecipazione incontri e consultazione.
Accolte alcune disposizioni e alcune richieste di semplificazione nella manualistica.

Enti aderenti coinvolti

15.640

Obiettivi

Assicurare coordinamento Confcooperative del gruppo delle cooperative sociali che effettuano la raccolta dei rifiuti.
Coordinamento partecipazione delle cooperative sociali nei consorzi per la raccolta dei rifiuti tessili.
Nuovo decreto EPR - assicurare valorizzazione imprese economia sociale.

Attività e risultati

Interlocuzione con tutti i sistemi EPR e associazioni Comuni e municipalizzate (ANCI - UTILITALIA).
Partecipazione consultazioni Ministero ambiente.
Coordinamento delle cooperative.
Partecipazione Confcooperative nel Consorzio COBAT – Tessile.
Partecipazione convegno Ecomondo.
Decreto EPR (ancora in corso di definizione presso il Ministero) - emendamenti e posizionamento.

Enti aderenti coinvolti

944

 

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Vigilanza - alleati per la legalità

Chi decide di aderire ad un movimento ne accetta le regole che sono di reciproco vantaggio. E richiede, quindi, che tutti le rispettino. 


L’adesione a Confcooperative è quindi un patto che sottintende la necessità di riconoscere che l’eventuale sanzione costruita con partecipazione, consapevolezza e responsabilità, durante il processo di vigilanza messo in atto dall’organizzazione a tutela delle sue aderenti, diventa un momento di crescita.


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La finalità, infatti, non è la soppressione della cooperativa ma è più ampiamente il bene del movimento e l’obiettivo è un percorso condiviso e consapevole e rispettoso del contraddittorio. 
 

Il frutteto solidale

In occasione della seconda Giornata della Sostenibilità Cooperativa, Confcooperative ha avviato un percorso di responsabilità sociale attraverso l’ampliamento di un Frutteto Solidale in un’area messa a disposizione dalla Cooperativa La Nuova Arca.

Partiti dall’idea di mitigare le emissioni di CO2 dell’evento nazionale, è nata una collaborazione più strutturata con AzzeroCo2* per promuovere la biodiversità dei territori, contribuire alla qualità ambientale dell’area attraverso la messa a dimora di un mix di piante tra alberi arbusti e da frutto, restituire alla collettività parte del valore generato dall’Associazione e creare quella cultura ambientale che può rendere le generazioni future consapevoli del valore delle piante e delle risorse che le circondano, sono tra gli obiettivi di questo percorso.

Nell’area della cooperativa La Nuova Arca sono state messe a dimora 30 piante tra alberi, arbusti e da frutto. Tra di esse un ulivo, di circa tre anni, simbolo dell’impegno che la cooperazione ha con il territorio.

Gli interventi di piantumazione rispettano la specificità territoriale grazie all’ utilizzo di specie autoctone, tipiche del quadro vegetazionale della zona e, laddove possibile, di piante pioniere: tali specie sono importanti per il loro patrimonio genetico perché consentono di rigenerare terreni degradati e favorire la colonizzazione di altre specie, fondamentali per la creazione di corridoi ecologici e l’insediamento dell’avifauna; la conservazione della biodiversità, attraverso l’utilizzo di diverse specie arboree e arbustive, con particolare attenzione  a scegliere tra quelle autoctone; il miglioramento paesaggistico con la creazione di una o più aree che garantiscano la sostenibilità ambientale del territorio interessato, attraverso l’utilizzo corretto delle risorse naturali, favorendo la biodiversità vegetale e animale e l’assorbimento delle emissioni di anidride carbonica, uno dei principali gas responsabile dell’effetto serra. È previsto un piano di manutenzione.

Può un’e-mail distruggere il Pianeta?

Questa provocazione parte da una riflessione sul nostro comune utilizzo del digitale, uno strumento potente ma intangibile e come tale sfuggente al normale controllo dei nostri sensi di utente.

Una semplice mail: quando digitiamo, il nostro PC consuma energia; quando premiamo il tasto INVIA, il messaggio viene trasferito attraverso la rete, che a sua volta consuma energia. Verrà poi parcheggiato in qualche sistema cloud gestito da data center, i quali consumano energia. Spesso non pensiamo a tutti questi passaggi, vale quindi la pena chiedersi, quanto inquina un’e-mail?

La risposta tecnica è 19g di Co2. Ma a cosa corrispondono? Otto messaggi di posta elettronica emettono tanta Co2 quanto quella prodotta da un’auto che percorre 1 km. Ad esempio, un’azienda con 100 dipendenti, che inviano in media 33 messaggi di posta al giorno, produce all’incirca 13,6 tonnellate di Co2, equivalenti a 13 viaggi andata e ritorno Parigi-New York. Si stima che in Italia vengano inviate ogni giorno più di 64 milioni di e-mail: se tutti noi smettessimo di mandare una semplice e-mail con su scritto “grazie” risparmieremmo più di 16.433 tonnellate di Co2 all’anno, l’equivalente di 3.334 macchine a diesel che vagano per le nostre strade in un anno.

Con il nostro smartphone siamo ancora meno attenti. In Italia abbiamo più device mobili (circa 80 milioni) che persone (circa 60 milioni). Il solo ricaricare lo smartphone ha un impatto tutt’altro che indifferente: con l’energia elettrica utilizzata si potrebbero riscaldare più di 80mila case. Passando un’ora sui social o postando una foto si consumano circa 501 g di Co2 all’anno che, se moltiplicati per tutti gli utenti, corrispondono al consumo di un’auto che percorre 5,8 miliardi di km quasi pari alla distanza tra la Terra e Plutone.

Nelle imprese la situazione non è diversa: le emissioni generate dalla componente tecnologica sono pari a quelle di un Paese come il Regno Unito. Infatti, a dispetto di quanto si pensa, i device aziendali inquinano quasi il doppio rispetto ai data center. 

Le imprese ancora faticano ad adottare soluzioni efficaci come il cloud: un sistema server locale di una piccola impresa consuma 300kwh, l’equivalente energetico di 100 appartamenti, il cloud invece consuma 30 volte in meno. Anche spegnere la telecamera durante una call porterebbe alla diminuzione del 95% dei gas serra emessi.

Negli ultimi vent’anni, la digitalizzazione è stata l’acceleratore dei principali processi economici: le opportunità e le sfide che le tecnologie 4.0 pongono al raggiungimento degli SDGs, individuano due aspetti chiave nella relazione tra la rivoluzione digitale e la sostenibilità: gli impatti ambientali delle nuove tecnologie e la sostenibilità come driver di sviluppo e di mercato. L’impatto dirompente della digitalizzazione può essere sfruttato per accelerare la transizione verso una maggiore sostenibilità e non diventare un ulteriore fattore di rischio per l’emergenza climatica che stiamo vivendo. Pensiamoci

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