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Gardini: "Chi va in pensione oggi prende l'81,5%, nel 2060 il 64,8%"

Gardini: "Chi va in pensione oggi prende l'81,5%, nel 2060 il 64,8%"

I dati Censis Confcooperative presentati al Festival di Trento: "Lavoro e pensioni sulle montagne russe tra opportunità e trappole del futuro"

venerdì 22 maggio 2026

«Un taglio di 17 punti percentuali sul reddito pensionistico rispetto all'ultima busta paga: è questa la prospettiva che attende chi oggi entra nel mercato del lavoro rispetto a chi va in pensione adesso. Una vera ipoteca sul futuro che si somma ai salari tra i più bassi d'Europa. È il frutto di dinamiche che si sono intrecciate e sviluppate negli ultimi 30 anni». Così Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative, sintetizza con preoccupazione i dati Censis-Confcooperative presentati al Festival di Trento: "Lavoro e pensioni sulle montagne russe tra opportunità e trappole del futuro".

"Un'ipoteca sul futuro: una perdita del 17% sull’ultima retribuzione tra chi va in pensione oggi e chi andrà nel 2060 a parità di contratto – dice Andrea Toma del Censis –. Nel 2050 avremo 7,7 milioni in meno di lavoratori. Siamo i primi in Europa per spesa pensionistica, ma tra gli ultimi per ricchezza salariale".

"Non c'è più un percorso lineare che passa dalla formazione al lavoro e alla pensione. È una linea sempre più frammentata, soprattutto per le donne, che oggi guadagnano 8-10 mila euro in meno l'anno rispetto agli uomini. Un gap salariale che – dice Alessandra Rinaldi, presidente Donne Confcooperative – nasce prima della retribuzione, perché riguarda il percorso e le opportunità più che lo stipendio. Ciò dipende anche dal carico di cura, che ancora oggi è quasi interamente sulle spalle delle donne. Abbiamo il 61% di donne occupate e il 27% di donne nella governance, quota che arriva al 34% nel caso delle under 35. Dati che testimoniano la capacità della cooperazione di creare opportunità".

"La generazione di oggi non sarà in grado, in futuro, di supportare i propri figli e i propri genitori come in passato, a causa di stipendi più bassi e di una maggiore permanenza al lavoro. La cooperazione – dice Ilaria Miniutti, Giovani Imprenditori Confcooperative – nasce per dare risposta a un bisogno. Oggi il suo compito è quello di restituire opportunità ai giovani: permettere una maggiore conciliazione tra vita e lavoro, e garantire un lavoro dignitoso che consenta di avere fiducia nel futuro".