Il presidente Gardini è intervenuto a "Risultati, nodi irrisolti e futuro del terzo settore", i lavori organizzati dalla Fondazione Terzjus
Tra i temi toccati dal presidente segnaliamo:
📌 L'Atto di indirizzo del Ministero dell'Economia e delle Finanze per la politica fiscale 2026-2028 sancisce l'ingresso ufficiale dell'economia sociale tra le priorità economiche dello Stato.
📌 Rispetto al Piano d'azione nazionale dell'economia sociale, in corso di adozione, non chiediamo scorciatoie, ma l'affermazione di un sistema legislativo e fiscale basato sul merito che premia chi genera equità e mantiene un solido ancoraggio ai territori.
📌 Il Piano in consultazione offre sponde cruciali per rafforzare la nostra visione, riconoscendo esplicitamente che l'intangibilità degli utili destinati a patrimonio indivisibile è l'espressione di un'esigenza strutturale e coerente del sistema tributario.
📌 La coesione sociale non rappresenta un onere da sostenere a valle dei processi produttivi, ma è la precondizione fondamentale per una competitività autentica e duratura. Il profitto da solo non basta.
📌 Le nostre cooperative dimostrano nei fatti di essere protagoniste di uno sviluppo sostenibile, contribuendo in modo decisivo al PIL nazionale con un fatturato di 85 miliardi di euro e garantendo occupazione a 550.000 persone, restando sul mercato con efficienza, pagando le tasse in Italia e non delocalizzando.
📌 Il vantaggio competitivo del nostro sistema risiede nella capacità di trattenere la ricchezza nelle comunità. Questa pratica dà concreta attuazione all'articolo 45 della Costituzione. L’obiettivo è l’intergenerazionalità: la capacità di trasferire ai soci del futuro una cooperativa più solida di quella che è stata ricevuta dalle passate generazioni.
📌 La coesione sociale diventa così un'infrastruttura per lo sviluppo: dove il tessuto cooperativo è robusto, si registrano maggiore occupazione femminile e giovanile, migliore qualità dei servizi alla persona e minor dipendenza dalla spesa pubblica.