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Action Plan: «Informativa è primo passo verso una politica di sviluppo per tutta la cooperazione»

Action Plan: «Informativa è primo passo verso una politica di sviluppo per tutta la cooperazione»

Il commento del presidente Gardini

giovedì 2 luglio 2026

«L’informativa relativa al Piano nazionale dell'economia sociale presentata in Cdm è un primo passo verso una politica di sviluppo per la cooperazione italiana. Ci aspettiamo però un’assunzione di impegno più chiara. Quando ci sarà l’approvazione del piano dell’economia sociale la politica economica si arricchirà di un nuovo strumento, capace di guardare con una visione più adeguata a un mondo, quello della cooperazione, che da sempre coniuga mercato e bene comune». Lo dice Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative, in merito alla presentazione dell’informativa dell'Action Plan, il documento programmatico sollecitato dall'Unione Europea.

«L'intervento sull'economia sociale è fortemente strategico – dichiara Gardini – è un riconoscimento per il mondo della cooperazione, che da decenni rappresenta in Italia la più ampia e radicata espressione di economia sociale. Pur nella consapevolezza che le risorse disponibili sono ancora molto limitate, la direzione è certamente quella giusta. La chiedevamo da anni».

Al centro del Piano, la definizione di un ecosistema unitario che riconosce le specificità dell'economia sociale, di cui la cooperazione è la componente storica e più ampia, insieme al Terzo settore, agli enti religiosi e allo sport dilettantistico. Un sistema che opera sul mercato ma secondo logiche che mettono al centro il bene comune. Un sistema in cui la funzione sociale della cooperazione di cui all'art. 45 della Costituzione coesiste con la sussidiarietà per il perseguimento dell'interesse generale di cui all'art. 118.

«Il Piano è anche un modo per garantire la parità di trattamento. Non si possono trattare soggetti diversi con le stesse regole». Il presidente di Confcooperative sottolinea anche la valenza fiscale del provvedimento, che valorizza un principio consolidato nella giurisprudenza europea: «la detassazione degli utili destinati a patrimonio indivisibile non è una deroga agevolativa, bensì la conseguenza sistematica della impossibilità di impossessarsi di quelle ricchezze da parte dei soci. Questo Piano – conclude Gardini – contiene degli obiettivi che se realizzati sono anche in grado di rafforzare il percorso di riforma fiscale avviato dal Governo».

Un risultato che Gardini attribuisce in modo esplicito all'impegno del Governo e in particolare a tre figure che hanno reso possibile questo traguardo: il viceministro dell'Economia Maurizio Leo, la sottosegretaria Lucia Albano e la viceministra del Lavoro Maria Teresa Bellucci. «Il Governo ci ha ascoltato. E non è una cosa da poco. Resta davanti a noi un percorso di faticosa e necessaria attuazione, di cui il Paese non può fare a meno. Leo, Albano e Bellucci hanno creduto in questo lavoro, lo hanno portato avanti con determinazione e competenza».

«L'economia sociale è un fatto di grande rilevanza per la cooperazione italiana. La politica economica si arricchisce di un nuovo strumento e lo fa accogliendo la lezione della Dottrina sociale. È straordinario che ciò avvenga a pochi giorni dall’uscita della Magnifica Humanitas, splendidoultimo capitolo di un pensiero che lancia una sfida nuova e costruisce un ponte tra passato e futuro».