Con la presente desideriamo condividere un aggiornamento dettagliato riguardante la revisione intermedia del Piano d’azione per l’economia sociale, pubblicata il 30 marzo 2026. Questo documento non è solo un bilancio dei risultati raggiunti, ma una vera e propria tabella di marcia che rafforza il ruolo dell'economia sociale come pilastro della resilienza europea, capace di intervenire dove i mercati falliscono per promuovere coesione territoriale e innovazione sociale.
- Il Contesto Strategico e l'Impatto Macroeconomico
Il Piano d'azione, adottato nel 2021, è stato concepito per sbloccare il potenziale del settore entro il 2030. Ad oggi, la Commissione ha implementato o avviato la maggior parte delle 63 azioni previste, puntando a un ecosistema competitivo nel mercato unico, robusto sul piano finanziario e riconosciuto attraverso prove statistiche solide.
Il Piano ha contribuito in modo significativo a rafforzare il riconoscimento istituzionale dell’economia sociale, favorendo:
- l’adozione di strategie nazionali dedicate;
- l’avvio di riforme legislative in numerosi Stati membri;
- una maggiore integrazione del settore nelle politiche europee di coesione, innovazione e sviluppo sostenibile.
Particolarmente rilevante è il ruolo svolto dalla Raccomandazione del Consiglio del 2023, che ha fornito un quadro di riferimento comune per le politiche nazionali, incentivando l’adozione di misure di sostegno.
L'importanza dell’economia sociale è confermata dai dati aggiornati:
- Struttura e Lavoro: Operano nell'UE oltre 4,3 milioni di organizzazioni che garantiscono almeno 11,5 milioni di posti di lavoro, ovvero il 6,3% dell'occupazione totale dell'Unione.
- Partecipazione Sociale: Il settore ha un impatto profondo sulla vita quotidiana: 1 persona su 3 riceve assistenza da queste realtà, mentre il 18% degli europei svolge attività di volontariato presso di esse.
- Sostegno Finanziario: Sono stati mobilitati circa 1,62 miliardi di euro in sovvenzioni dal budget UE 2021-2027. Tramite lo strumento InvestEU, 1,2 miliardi di euro in garanzie puntano a generare investimenti complessivi per 11,7 miliardi di euro, avendo già contribuito a creare o mantenere circa 900.000 posti di lavoro.
- Principali ambiti di intervento e risultati
Il Piano d’azione si articola in tre direttrici principali, rispetto alle quali si registrano i seguenti sviluppi:
- Miglioramento del quadro normativo e istituzionale
Si registra un rafforzamento delle condizioni abilitanti per l’economia sociale, con una crescente attenzione da parte degli Stati membri alla definizione di quadri normativi dedicati. Permangono tuttavia differenze significative tra contesti nazionali e territoriali, nonché criticità legate alla capacità amministrativa, in particolare a livello locale.
- Accesso ai mercati e sviluppo delle opportunità economiche
Nonostante i progressi, le organizzazioni dell’economia sociale continuano a incontrare difficoltà nell’accesso ai mercati, in particolare per quanto riguarda gli appalti pubblici. L’utilizzo di criteri sociali nelle procedure di affidamento risulta ancora limitato, così come l’integrazione nelle catene del valore.
- Accesso ai finanziamenti e sviluppo dell’ecosistema
L’Unione europea ha mobilitato risorse rilevanti attraverso diversi strumenti finanziari, tra cui InvestEU e i fondi della politica di coesione. Tali strumenti hanno sostenuto un numero significativo di beneficiari, contribuendo alla creazione e al mantenimento di occupazione. Tuttavia, persistono difficoltà di accesso, in particolare per le organizzazioni di minori dimensioni, legate anche alla complessità degli strumenti disponibili.
- Le Cinque Aree di Azione Prioritarie (2026-2030)
La revisione del 2026 delinea cinque direttrici fondamentali per il prossimo quadriennio:
- Governance Multilivello: Si mira a coordinare le azioni tra autorità nazionali e locali. Ad oggi, 21 Stati membri hanno già adottato o stanno preparando strategie nazionali. Il documento fornisce schede dettagliate per ogni paese: ad esempio, 10 Stati (tra cui Germania, Spagna, Polonia e Finlandia) hanno già strategie in vigore, mentre altri 10 (tra cui Italia e Francia) le hanno in fase di preparazione. In futuro, verrà sviluppato un toolkit per le politiche locali e un impulso specifico sarà dato alle aree rurali e alla cooperazione internazionale tramite un nuovo fondo per il vicinato meridionale.
- Quadri Normativi: L'obiettivo è rimuovere le barriere operative, promuovendo appalti pubblici socialmente responsabili che prediligano il miglior rapporto qualità-prezzo. È in corso la revisione del regolamento GBER per facilitare gli aiuti di Stato, dopo che i massimali de minimis sono stati elevati a 300.000 euro euro (e 750.000 euro per i servizi di interesse economico generale).
- Ecosistema degli Investimenti: Per ridurre l'incertezza degli investitori, si lavorerà a un quadro di obiettivi investibili comuni. Si esplorerà inoltre l'uso di asset dormienti per garanzie pubbliche.
- Competenze e Formazione: Si punterà sull'incubazione inclusiva e sull'integrazione dell'imprenditoria sociale nei programmi scolastici, con un focus specifico sull'attivazione dei giovani NEET.
- Evidenze Statistiche: Per colmare la frammentazione dei dati, la Commissione sosterrà la creazione di conti satellite nazionali e potenzierà l'EU Social Economy Gateway, che ha già superato i 596.000 visitatori.
3. Declinazione per Settori Chiave
L'economia sociale si conferma protagonista nelle grandi transizioni contemporanee:
- Economia Circolare: Le organizzazioni intervengono in ogni fase (progettazione, riuso, riciclo), trasformando rifiuti in risorse e creando lavoro per soggetti svantaggiati.
- Energia: Attraverso le cooperative elettriche e comunità energetiche, i cittadini gestiscono collettivamente impianti rinnovabili, riducendo la povertà energetica.
- Edilizia (Housing): Modelli non-profit e cooperativi offrono soluzioni abitative a prezzi accessibili, contrastando la volatilità dei prezzi.
- Digitale e Democrazia: Si promuove l'uso etico dei dati ("social tech") e si rafforza lo spazio civico, con l'88% degli europei favorevole a legislazioni che aiutino queste organizzazioni a prosperare.
4. Monitoraggio e Prossime Tappe
Le scadenze principali per il monitoraggio dell'attuazione del piano d'azione e della Raccomandazione del Consiglio entro il 2032, come indicato nelle fonti, sono le seguenti:
- 2027: Gli Stati membri sono invitati a presentare alla Commissione il primo rapporto sui progressi compiuti nel sostenere l'economia sociale.
- 2028: La Commissione pubblicherà un rapporto di ricognizione (stocktaking report) specifico sull'attuazione della Raccomandazione del Consiglio del 2023 riguardante lo sviluppo delle condizioni quadro per l'economia sociale.
- 2032: Gli Stati membri sono invitati a presentare un secondo rapporto sui progressi alla Commissione.
Oltre a queste scadenze fisse, il monitoraggio sarà continuo e supportato dall'EU Social Economy Gateway, che fornirà aggiornamenti regolari sul processo di implementazione. Inoltre, il Gruppo di esperti sull'economia sociale e le imprese sociali (GECES) continuerà a fungere da piattaforma chiave per il dialogo, l'apprendimento tra pari e la co-creazione durante tutto il periodo.