Come ogni anno, sul sito www.lavoro.gov.it è stato pubblicato il decreto interministeriale (Lavoro-MEF) che definisce per il 2026 i settori e le professioni caratterizzati da un alto tasso di disparità uomo-donna in termini occupazionali (i valori sono riferiti al 2024 e il tasso si considera elevato se supera del 25% il valore medio registrato tra tutti i settori e tra tutte le professioni).
Il provvedimento va letto alla luce della riduzione contributiva (premi inclusi) prevista dalla legge 92/2012 (art. 4, commi 8-11) nella misura del 50% per le assunzioni di donne prive di un impiego regolarmente retribuito da 6 mesi, effettuate in tali settori e professioni.
Il beneficio spetta, previo inoltro di apposita comunicazione all’INPS, per un periodo di 18 mesi in caso di rapporto a tempo indeterminato e di 12 mesi in caso di tempo determinato (elevati a 18 in caso di trasformazione a tempo indeterminato).
Tuttavia, la riduzione per le assunzioni effettuate nel 2026 risulterà inferiore a quella applicabile per le assunzioni riconducibili al biennio 2024-2025, perché in questi ultimi due anni lo sgravio contributivo era stato nuovamente innalzato fino al 100%, nel limite di 650 euro mensili all’interno della legge di conversione (n. 95/2024) del D.L. Coesione n. 60/2024. Tutto ciò, fatti salvi eventuali interventi del legislatore che potrebbero essere veicolati sulla conversione del DL Milleproroghe 2026 (D.L. n. 200/2025).
Detto ciò, per una disamina puntuale dei settori (ATECO) e delle professioni (CP2021) cui sono dedicati i benefici – sostanzialmente uguali a quelli dell’anno passato – rimandiamo alle tabelle contenute nel decreto evidenziando, tra i primi, la presenza:
- dell’agricoltura,
- delle costruzioni,
- del trasporto/magazzinaggio,
- dei servizi generali della PA,
- delle attività culturali, sportive e di intrattenimento.
Nell’ambito delle professioni, sempre a titolo d’esempio, le professioni non qualificate:
- nell’agricoltura,
- nella manutenzione del verde,
- nella pesca,
- nel commercio,
- nei servizi.
Nel rimandare al provvedimento allegato, si rimane a disposizione per eventuali chiarimenti.