Speciale 2 giugno, Gardini «Radici comuni: ben 7 padri costituenti tra i primi dirigenti»

Speciale 2 giugno, Gardini «Radici comuni: ben 7 padri costituenti tra i primi dirigenti»

Speciale 2 giugno, Gardini «Radici comuni: ben 7 padri costituenti tra i primi dirigenti»

«Futuro condiviso e sei milioni di posti di lavoro in 80 anni. L'art. 45 una visione che trova forma in 6 milioni i occupati in 80 anni»

martedì 2 giugno 2026

«Sei milioni di posti di lavoro in 80 anni il tratto più misurabile dell’azione di Confcooperative al servizio del paese». Così Maurizio Gardini presidente di Confcooperative nel giorno della festa della Repubblica.

Un filo conduttore unisce la nascita della Repubblica e le cooperative. Non è una coincidenza storica, ma una scelta consapevole di uomini che portavano in tasca, contemporaneamente, il mandato dei cittadini e la missione di un'idea d'impresa fondata sulla persona.

Luigi Corazzin, Francesco Maria Dominedò, Attilio Piccioni, Lodovico Montini, Mario Scelba: padri costituenti e, insieme, architetti della rinascita di Confcooperative nel dopoguerra. Giuseppe Spataro e Salvatore Aldisio ne guidarono la presidenza tra il 1945 e il 1950. Non furono ruoli paralleli: furono una visione unitaria. Ricostruire il Paese significava anche restituire dignità economica e sociale a milioni di italiani.

Quella visione trovò forma nell'articolo 45 della Costituzione: "La Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata. La legge ne promuove e favorisce l'incremento con i mezzi più idonei e ne assicura, con gli opportuni controlli, il carattere e le finalità". Una norma che afferma un principio: esiste un modo di fare impresa che serve il bene comune e lo Stato lo riconosce e lo promuove.

Ottant'anni dopo, il bilancio di quella scelta si misura anche in numeri concreti: sei milioni di posti di lavoro creati, in ogni stagione economica del Paese, dalle aree interne alle grandi città, nei settori dell'agricoltura, della pesca, del credito, del sociale, della distribuzione, del lavoro, della casa, della cultura, dello sport, del turismo.

«Celebrare la Repubblica – conclude Gardini – significa per noi rinnovare un patto con i valori che l'hanno fondata. La cooperazione oltre a essere una forma d’impresa è una risposta alla domanda su come vogliamo stare insieme».