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Spending review: «È tela di Penelope: il governo cuce, ma in Parlamento qualcuno la disfa»

Spending review: «È tela di Penelope: il governo cuce, ma in Parlamento qualcuno la disfa»

No a modifiche che renderebbero più onerose la gestione delle ASP: usare risorse per allargare rete dei servizi

martedì 22 luglio 2014

«Confcooperative stigmatizza le modifiche operate con il Dl 66/2014 alla legge di stabilità 2014 in materia di assunzione nelle ASP (Azienda Servizi alla Persona). In una logica di contenimento dei costi la legge di stabilità 2014, infatti, non consentiva alle ASP di assumere ulteriore personale senza dover rispettare quei vincoli che invece continueranno a riguardare i servizi sociali e assistenziali, ma anche quelli sanitari come gli interventi del 118 e i pronto soccorso. Se la norma non dovesse essere cambiata si darebbe il via libera a nuove spese che potrebbero, invece, essere evitate con l’affidamento di questi servizi a cooperative sociali che già svolgono questi servizi in modo efficace e con notevole contenimento di costi. Sembra proprio che la spending review sia una tela di Penelope che il governo prova a cucire faticosamente, ma che in Parlamento qualcuno prova a disfare in modo scientifico».

«Non c’è, infatti, alcuna coerenza – si legge nella nota di Confcooperative – fra questa norma e le linee guida del Governo sulla riforma del terzo settore che propone un nuovo modello di Welfare pubblico più sostenibile nei costi e più sussidiario nella capacità di dare risposte crescenti alle esigenze della collettività, dove un numero crescente di persone vengono escluse. Rendere più onerose la gestione delle ASP – conclude la nota – significa sottrarre risorse che andrebbero utilizzate per allargare la rete dei servizi e dare risposte ai cittadini esclusi».