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Pasqua dell'incertezza. Gli italiani spenderanno 1,7 miliardi (+13% sul 2025)

Pasqua dell'incertezza. Gli italiani spenderanno 1,7 miliardi (+13% sul 2025)

L’inflazione gonfia i prezzi e svuota i carrelli: 6 italiani su 10 tagliano i consumi

sabato 4 aprile 2026

È la Pasqua dell’incertezza per le famiglie italiane tra conti economici e una primavera che stenta ad affermarsi. Secondo le stime elaborate dal nostro Centro Studi, la spesa complessiva per le festività pasquali raggiungerà 1,7 miliardi di euro, registrando un incremento di 200 milioni rispetto al 2025. Una crescita determinata dalla spinta inflativa: maggiore spesa a fronte di minori consumi.

Il dato più allarmante riguarda le intenzioni di acquisto delle famiglie: il 60% degli italiani dichiara che limiterà le spese al minimo indispensabile.

A comprimere le scelte dei consumatori concorrono fattori molteplici e convergenti: il persistente caro benzina, i rincari energetici che continuano a pesare sui bilanci domestici e gli aumenti già consolidatisi sugli scaffali della GDO. La più ampia instabilità geopolitica globale alimenta un clima di incertezza che condiziona direttamente la propensione alla spesa degli italiani.

Nonostante le difficoltà, la tavola pasquale degli italiani non rinuncia alla propria identità. Che sia imbandita in famiglia o al ristorante, a trionfare saranno le eccellenze dell'agroalimentare made in Italy: 2 tavole su 3 si apparecchieranno in casa, con agnello e capretto a presidiare la prima posizione nel menù delle feste. La crisi non abbassa le ambizioni gastronomiche degli italiani: le ridimensiona, senza però scalfirne l'identità.

Registra una brutta battuta d’arresto il comparto ittico: i consumi di pesce hanno fatto già registrare un – 25% tra caro gasolio e maltempo.

Sul versante enogastronomico primeggeranno i grandi classici della tradizione: taglieri di formaggi e salumi; vini, prosecchi e spumanti. Tutto rigorosamente italiano. Tiene il comparto dell'ortofrutta nazionale, nonostante i colpi di coda di un inverno mai domo.

Stazionari i consumi di uova di cioccolato (26 milioni di pezzi) e di colombe (21 milioni), con una particolarità da rimarcare, soprattutto per il segmento delle uova: il peso unitario si riduce mentre il prezzo aumenta, con un'ulteriore compressione implicita del potere d'acquisto. Nella categoria dei dolci festivi, spicca la pastiera, vera superstar del carrello dei dolci pasquali. Quella che si delinea è, ancora una volta, la Pasqua delle differenze con una polarizzazione crescente. Da un lato, circa 10 milioni di italiani in condizione di povertà per i quali non è previsto alcun menù speciale. Dall'altro, oltre 9 milioni di italiani in viaggio, a cui si sommano gli 8,5 milioni che sceglieranno ristoranti e agriturismi. A questi si aggiunge una fascia, più ristretta ma presente, capace di sostenere spese di fascia alta per allestire una tavola delle feste senza compromessi.

Una polarizzazione che il Centro Studi Confcooperative osserva con attenzione crescente, e che invita a leggere i dati aggregati con la cautela necessaria: dietro la media, l'Italia si divide.