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Microcredito e cooperative

Microcredito e cooperative

Il rapporto sul microcredito presentato al Palazzo della Cooperazione

giovedì 30 aprile 2015

Sono le Banche di credito cooperativo il primo erogatore di microcredito in Italia. Il dato emerge dal rapporto sul microcredito italiano realizzato dalla società di consulenza C.Borgomeo&Co, in collaborazione con Confcooperative e Fondosviluppo, secondo il quale complessivamente al 31 dicembre 2013 in Italia risultano in aumento sia il numero degli interventi (15mila, +13% rispetto al 2012), sia il valore totale dei prestiti concessi (175 milioni di euro, il 18% in più rispetto al 2012 per un importo medio di 11 mila e 400 euro per ciascun intervento).

In questo quadro sono le Bcc ad aver realizzato il modello efficace più nell’ambito del microcredito, diventando il primo erogatore di microprestiti antiusura e il secondo di quelli destinati alle imprese.

«La nostra esperienza mostra come cooperative e territorio siano due variabili determinanti per il successo di questi interventi – spiega il direttore generale di Federcasse, Sergio Gatti -. Il principio di mutualità che ispira le nostre banche e la loro conoscenza delle comunità di riferimento creano le condizioni per poter realizzare progetti di successo. Accanto a questi due elementi se ne aggiunge un terzo altrettanto rilevante. Per la buona riuscita di un intervento di microcredito - evidenzia Gatti - non basta concedere denaro ma occorre accompagnare, assistere chi lo riceve creando le condizioni affinché l’uso delle risorse rese disponibili affranchi il fruitore dal bisogno non solo temporaneamente ma in modo duraturo».

Proprio in questa prospettiva rientra “Operazione Primi Passi”, il programma di microcredito ideato da Confcooperative a sostegno delle start up, con l’obiettivo di facilitare la capitalizzazione e lo sviluppo delle micro-cooperative aderenti. «Con questa iniziativa vogliamo accompagnare le nostre imprese lungo un percorso di crescita e rafforzamento patrimoniale mettendo a disposizione risorse al servizio del futuro della cooperazione» ha spiegato il presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini.

Gli interventi sono destinati a cooperative con meno di 10 occupati e un fatturato annuo (oppure totale attivo di bilancio annuo) non superiore ai 2 milioni di euro, che deliberino un aumento di capitale. In questo caso, dunque, è previsto l’intervento di Fondosviluppo secondo due modalità: con un apporto di capitale sociale (in qualità di socio sovventore) pari al 100% dell’aumento del capitale deliberato a carico dei soci, per la durata di tre anni e per un importo massimo di 25.000 euro; oppure con un prestito (attraverso l’erogazione di mutui chirografari) pari al 100% dell’aumento del capitale deliberato a carico dei soci, per la durata di tre anni e per un importo massimo di 25.000 euro, che tuttavia può essere aumentato fino a 50.000 euro in caso di garanzia fideiussoria di Confcooperfidi.

L’iniziativa anche in questo caso prevede un percorso di accompagnamento da parte di Confcooperative attraverso l’Unione provinciale, il Centro servizi e il Confcooperfidi di riferimento che supporteranno le cooperative sia in fase di avviamento che di sviluppo del progetto. Le cooperative interessate dovranno rivolgere la domanda di finanziamento a Fondosviluppo Spa tramite l’Unione territoriale che sarà la diretta interlocutrice della cooperativa e che, vagliata positivamente la natura del progetto e le caratteristiche del richiedente, indirizzerà la richiesta a Fondosviluppo Spa per la valutazione finale.