In un’era segnata dall’infodemia e dalla crescente sfiducia digitale, la cooperazione sanitaria italiana si conferma una risposta efficace al “fai-da-te” medico, ma soprattutto alla frammentazione delle risposte di cura.
Con oltre 11.000 cooperative attive nel welfare e circa 400.000 operatori, la rete garantisce ogni anno assistenza e presa in carico nei territori a milioni di cittadini orientandoli nel “labirinto” dei servizi. Una funzione essenziale se si considera che in Europa quasi 1 cittadino su 2 presenta livelli di alfabetizzazione sanitaria limitati. Il recente rapporto Censis conferma che medico di medicina generale e farmacista restano i punti di riferimento per l’85% degli italiani, ma senza un sistema capace di integrarli in una rete, il rischio è lasciare le persone ancora una volta sole di fronte alla complessità della cura. È in questo scenario che si inserisce la Giornata Mondiale della Salute 2026, promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità con il tema “Together for Health, Stand for Science”: un richiamo alla scienza, ma anche alla responsabilità di costruire sistemi di cura accessibili e capaci di informare e guidare i pazienti. In Italia, la cooperazione sanitaria rappresenta una infrastruttura già operativa di sanità territoriale. Un modello che tiene insieme cura sanitaria e sociale, prevenzione e assistenza, mutualità e sostenibilità, e che si colloca a pieno titolo nell’economia sociale, dove l’obiettivo non è selezionare il rischio ma accompagnare le persone nel tempo. Per Giuseppe Milanese, presidente di Confcooperative Sanità: «Il contrasto alla disinformazione è solo una parte del problema che si lega alla vera sfida: garantire alle persone percorsi di cura continuativi e in cui gli stessi siano in grado di orientarsi. Le cooperative di medici, le farmacie, il sociosanitario, la salute mentale e le mutue di Confcooperative Sanità costruiscono ogni giorno questa continuità, evitando che la salute diventi un percorso a ostacoli o, peggio, una questione di capacità di spesa».
«Strumenti come la teleassistenza, il Fascicolo Sanitario Elettronico e la farmacia dei servizi funzionano solo se inseriti in una rete territoriale che prende in carico le persone.
«In questa Giornata Mondiale della Salute, il nostro auspicio è che si rafforzi una visione della sanità capace di tenere insieme pubblico, cooperazione e mutualità, nel segno della sussidiarietà. Le cooperative e le società di mutuo soccorso integrano il sistema sanitario, lo rendono più vicino, più accessibile e più equo. È da qui che si può ricostruire fiducia: da una rete che non lascia sole le persone e che continua, ogni giorno, a prendersi cura della salute come bene comune».