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Di Loreto: «Dalle cooperative modello economico democratico, inclusivo, partecipato»

Di Loreto: «Dalle cooperative modello economico democratico, inclusivo, partecipato»

Il direttore generale al panel “Economia sociale tra profit e no profit"

lunedì 25 maggio 2026

«Confcooperative ha deciso di essere al festival di Trento. Grazie al sole 24 ore per aver deciso ampliare la cultura e la trattazione dei temi del festival perché da festival dell’economia diventasse festival dele economie. Le cooperative rappresentano l’8% de Pil, ma non è solo Pil: è coesione sociale. È ricaduta di benessere sul territorio» così il direttore generale di Confcooperative Fabiola Di Loreto, intervenendo al panel “Economia sociale tra profit e no profit". Tra gli interventi anche Gabriele Sepio, segretario Generale Fondazione Terzjus ETS; Renzo Pegoraro, presidente Pontificia accademia; Gianluca Salvatori, segretario generale di Euricse e Luciano Rova, presidente ITAS Mutua.
«Abbiamo 2,4 milioni di working poor. Abbiamo 6 milioni di pensionati che sono sotto i 12.000€ l’anno. Così come abbiamo 1,8 mln di neet. Non va tutto male, ci sono anche tanti dati positivi, ma dobbiamo lavorare a una maggiore composizione delle fratture sociali».
«Ben 7 milioni di italiani ricevono servizi dalle cooperative. Così come 1 prodotto del l’agroalimentare Made in Italy arrivano dalle filiere agroalimentari. Oltre il 20% degli sportelli bancari sono cooperative, così in oltre 700 comuni d’Italia le BCC sono l’unica presenza bancaria.

Quello delle cooperative è un modello democratico, inclusivo, partecipato. Dove si valorizzano le diversità che non possono rappresentare un ostacolo per il raggiungimento del bene comune. Un’intuizione così straordinaria che i padri costituenti hanno trasferito nel riconoscimento all’art. 45 della costituzione».