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Dare voce a foresta silenziosa di cooperatori onesti e laboriosi

Dare voce a foresta silenziosa di cooperatori onesti e laboriosi

Gardini: «Legalità non è elastico che si può tirare a proprio piacimento»

venerdì 16 gennaio 2015
Una due giorni di lavori intensa la plenaria con i direttori regionali e provinciali. Partecipata e ricca di contenuti. I lavori sono stati aperti dal segretario generale Vincenzo Mannino, supportato da Fabiola Di Loreto, vicedirettore centrale, e Marco Venturelli, vicesegretario generale. Ai lavori hanno portato il saluto il presidente Gallo, dell'Unione di Torino, e Paschetta presidente di Confcooperative Piemonte.

Tanti i temi sul tappeto: riordino territoriale; evoluzione del progetto Alleanza Cooperative; piano CSA per rafforzare i servizi per le cooperative; Expo2015; l'internazionalizzazione e il progetto Cooperazione Salute per la costituzione della Mutua sanitaria nazionale


«Su tanti fronti siamo in un momento di semina. È un lavoro faticoso che assorbe energie, ma se la semina è buona, arrivano i germogli e poi i frutti». Lo ha detto il presidente Gardini che ha partecipato alla prima delle due giornate. «I cooperatori devono essere salvaguardati, difesi e promossi. La cooperativa - ha aggiunto Gardini - è il modello d'impresa che vive sul territorio, ne interpreta i bisogni a cui dà risposte. È un'impresa di persone, prima che di capitali. Sono valori che non vanno persi di vista».

In merito alle vicende di cronaca giudiziaria Gardini ha precisato: «Noi non accettiamo che pur di stare sul mercato le imprese escano dalla legalità come fosse un elastico da tirare a proprio piacimento. Vogliamo testimoniare l'impegno coraggioso di milioni di lavoratori e di soci, dare loro rispetto, dignità, immagine alla tanta buona cooperazione che c'è. Vogliamo e dobbiamo dare voce alla foresta silenziosa e laboriosa dei veri cooperatori che ogni giorno si confrontano con coraggio e legalità con la crisi, con i bisogni del territorio». 

Sul percorso dell'Alleanza, Gardini ha dichiarato che «non decreta la fine della cooperazione cattolica. È l'operazione più innovativa di semplificazione e rafforzamento della rappresentanza. Offre una casa comune a posizioni diverse: la visione sociale, cattolica, laica, insomma anime e culture diverse, dove l'essenziale è che ci siano posizioni di cooperazione autentica».

Il presidente Gardini ha chiuso il suo intervento soffermandosi sul contesto economico: «L'euro debole rilancia l'export, i bassi costi dell'energia rendono più competitivo il sistema impresa, il denaro costa di meno, il costo del lavoro ha registrato delle riduzioni. Sono fattori che messi insieme dovrebbero determinare un clima di fiducia e far ripartire l'economia».