“Cooperative: radice dell'economia sociale”, ne abbiamo parlato al Festival dell’economia di Trento al panel in cui sono intervenuti i vicepresidenti nazionali di Confcooperative Anna Manca e Marco Marcocci, il presidente di Cooperatives Europe Giuseppe Guerini e il sociologo, fondatore di Aaster, Aldo Bonomi.
«La cooperazione è radice strutturale dell’economia sociale – ha dichiarato Anna Manca, vicepresidente Confcooperative –, perché portatrice di un modello diverso dell’economia e della società, basato sulla centralità della persona, delle reti e delle relazioni sociali. Con l’obiettivo primario di offrire servizi e contrastare le disuguaglianze».
«L’intelligenza artificiale può essere un importante strumento di supporto, ma non sarà mai in grado di produrre un algoritmo in grado di interpretare i bisogni del territorio come riesce a farlo un nostro operatore sociosanitario – ha aggiunto Marco Marcocci, vicepresidente Confcooperative –. Abbiamo da sempre la capacità di leggere i bisogni delle comunità e di costruire risposte concrete, perché siamo radicati sul territorio. Stiamo lavorando a un progetto di welfare che prenda in carico i bisogni di giovani e anziani, mettendo insieme cooperative che operano nel sociale, nel sanitario, nel farmaceutico».
«Sono i flussi che impattano sulla finanza e sui territori. Le reti sono un flusso: reti tecnologiche, reti logistiche. Le cooperative sono costruttori di rete sociale – ha detto Aldo Bonomi, fondatore Aaster –.
Mutualismo e cooperazione vengono prima dell’economia sociale. Le cooperative sono quelle che tengono insieme le economie fondamentali. Dovete essere i custodi del capitale semantico dei territori, voi che siete custodi del capitale sociale e del capitale relazionale. L’iper-modernità impone questo: flussi, capitalismo delle reti. Non siete eredità del passato ma racconto del futuro».
«Quasi il 10% del Pil europeo si muove con organizzazioni dell’economia sociale, di cui le cooperative rappresentano un pilastro – ha detto Giuseppe Guerini, presidente Cooperatives Europe –. 163 milioni di cittadini europei sono soci di una cooperativa. Un fenomeno tutt’altro che marginale, tanto che l’Ue si è impegnata a realizzare un piano di sviluppo per l’economia sociale, invitando gli stati membri a pianificare una propria strategia. Oggi 21 paesi su 27 lo stanno preparando, tra cui l’Italia. Appalti, normativa sugli aiuti di stato e accesso ai finanziamenti sono i 3 indirizzi su cui si sta lavorando».