C'è un'Italia che non fa notizia. Non occupa le prime pagine, non genera dibattiti nei palazzi del potere. Eppure accade ogni giorno: un borgo appenninico che perde il suo ultimo medico, un forno che abbassa la serranda, una scuola di montagna che chiude per mancanza di iscritti. È l'Italia che si svuota in silenzio. Ed è proprio da questa Italia, fragile, periferica, spesso dimenticata, che nasce Fare luogo. Cooperative di Comunità. il volume edito da Confcooperative Habitat in collaborazione con Vita, presentato oggi a Roma. Il libro racconta 25 esperienze di cooperative di comunità attive in tutto il Paese, dalle Alpi alla Sicilia: imprese nate dal basso, radicate nei territori, capaci di trasformare la fragilità in opportunità e di invertire dinamiche che sembravano irreversibili.
Le cooperative di comunità non vendono solo beni o servizi: presidiano un territorio. Non tutelano solo i soci: si fanno carico dell'intera collettività. «Il panificio che riapre grazie a una cooperativa di comunità – dice Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative – non è soltanto un negozio di pane: è un presidio sociale, un luogo di incontro, un segnale che quel borgo non ha ancora rinunciato a esistere»
«Parafrasando Benedetto Croce . aggiunge Gardini – la storia va generata e non rappresentata. Non viene calata dall'alto ma realizzata dal basso. È quello che fanno ogni giorno le oltre 131 cooperative di comunità associate a Confcooperative, dalle Alpi alla Sicilia».
La tesi di Gardini è netta: «Le cooperative di comunità sono l'unico antidoto strutturale allo spopolamento delle aree interne, però in Italia non esiste, a oggi, la legge quadro nazionale sulle cooperative di comunità. Si spendono miliardi in politiche di coesione territoriale con risultati spesso deludenti. Dall'altro, si lascia senza sostegno normativo uno strumento che, nei territori dove è stato sperimentato, ha dimostrato di funzionare. Non chiediamo privilegi: chiediamo che la legge riconosca la specificità di un modello che opera nell'interesse generale, che assume su di sé funzioni che altrimenti ricadrebbero sullo Stato e che tiene vivi territori che lo Stato ha progressivamente abbandonato».
Le testimonianze della presentazione
Laura Cantarella, Confcooperative Habitat «La cooperazione di comunità opera in spazi in cui, poiché manca molto, è possibile inventare e reinventare. Sono spazi di libertà, centri pulsanti di possibilità. Riconoscono la fragilità come opportunità, intercettano i bisogni e generano risposte. Non si tratta di salvare nostalgicamente i luoghi: si tratta di riconoscerli come laboratori avanzati di un nuovo abitare, dove casa, lavoro, cura e cultura convivono e si rafforzano a vicenda»
Simone Locatelli, presidente de I Raìs (Dossena, BG): Fondata nel 2016 da un gruppo di giovani con un'età media di 22 anni, I Raìs, che in dialetto bergamasco significa "radici", è oggi la prima azienda di Dossena. Gestisce la manutenzione del verde, servizi educativi, la biblioteca comunale, la mensa scolastica e la Trattoria Alpina. Tutti gli utili vengono reinvestiti in attività sociali per il paese. «Ci occupiamo di tutti quei servizi che sono essenziali per un paese ma che sempre più spesso nelle cosiddette aree interne scompaiono, uno dopo l'altro. Dimostrando che non è necessario abbandonare i borghi per trovare opportunità»
Carla Barbanti, presidente di Trame di Quartiere (San Berillo, CT): Nel quartiere più antico e più ferito di Catania, dopo le demolizioni degli anni Cinquanta che spostarono 30.000 abitanti e decenni di abbandono, Trame di Quartiere costruisce dal 2020 un presidio sociale fatto di caffetteria di comunità, housing temporaneo, sportelli di orientamento al lavoro e all'abitare, percorsi interculturali. La cooperativa opera in uno spazio ibrido: da un lato risponde ai bisogni primari, dall'altro lavora sull'emersione della domanda sociale e sul coinvolgimento degli abitanti. «Il nostro lavoro inizia dall'abitare il quartiere, conoscere chi lo abita e costruire relazioni. Rigenerare la città significa prima di tutto rigenerare le relazioni che la rendono viva».
Credit
Il libro è stato realizzato grazie al sotegno di Fondosviluppo.
È stato curato da Mattia Schieppati e Andrea Bertuzzi, con la collaborazione di Laura Cantarella, Francesca Naboni e Valerio Pellirossi
Per maggiori informazioni sul libro si può scrivere a habitat@confcooperative.it