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Bankitalia, Gardini «Giuste le preoccupazioni di Panetta. Servono risposte strutturali»

Bankitalia, Gardini «Giuste le preoccupazioni di Panetta. Servono risposte strutturali»

«Le preoccupazioni di BankItalia trovano conferma nell'esperienza delle cooperative»

 

martedì 31 marzo 2026

«Ciò che la Banca d'Italia descrive come scenario di rischio, noi lo viviamo già come realtà quotidiana. La guerra in corso non è solo una tragedia umanitaria: è uno shock economico brutale, che si scarica direttamente su famiglie e imprese». Così Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative commenta la preoccupazione espressa dal governatore di Bankitalia nella sua relazione «ed è giusto – continua Gardini - che arrivino con tutta l'autorevolezza che rappresenta Bankitalia».

«Il conflitto in corso ha già prodotto danni quantificabili e devastanti: si stimano perdite complessive di oltre 3.000 miliardi di euro tra crollo dei mercati azionari e impennata del costo dei carburanti. Una famiglia di quattro persone – aggiunge Gardini – sopporta già oggi un onere aggiuntivo di oltre 1.000 euro all'anno per i soli rincari energetici. Per le nostre cooperative, quella voce di costo si traduce in margini bruciati, senza possibilità di recupero sui mercati».

«Lo scenario tracciato dalla  BCE e le sue proiezioni di rischio in caso di conflitto prolungato vedono un’inflazione che salirebbe al 4,5% (dall’1,9%) e un PIL più che dimezzato che scenderebbe dallo 0,9% allo 0,4%. Su tutto questo, il blocco dello Stretto di Hormuz – dice il presidente di Confcooperative – aggiunge una dimensione specifica che colpisce il cuore della nostra economia: non solo l'energia, ma le materie prime e i fertilizzanti che alimentano l'intera filiera agroalimentare. Una filiera che vale per le cooperative italiane un peso rilevante nell'export e nell'occupazione, e che rischia di essere colpita duramente».

Il Governatore Panetta ha avvertito del rischio di un "circolo vizioso tra prezzi e salari". È una preoccupazione legittima sul piano della politica monetaria. Per chi produce il corto circuito arriva quando il costo delle materie prime supera il prezzo realizzabile sul mercato. A quel punto l'impresa è messa spalle al muro.

«Come ha ricordato il governatore Panetta – sottolinea Gardini – anche una rapida cessazione delle ostilità richiederebbe tempi non brevi per il ritorno a condizioni ordinate nei mercati energetici. Questo significa che le imprese devono prepararsi a un orizzonte di incertezza prolungata, e che le politiche di sostegno non possono essere emergenziali e a breve termine».

«Confcooperative continuerà a portare nelle sedi istituzionali europee e nazionali la voce delle proprie imprese associate, con la consapevolezza che in questo momento la coesione tra imprese, filiere, politica e istituzioni è la sola risposta credibile – conclude Gardini – a uno shock di queste dimensioni».