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SISMA IN EMILIA
29 maggio: Fedagri - Confcooperative: «Solidarietà alle famiglie delle vittime. La popolazione è provata, l’economia è in ginocchio»

NOTA DEL 29 MAGGIO

«Sincera solidarietà alle famiglie delle vittime e a tutta la popolazione di Emilia Romagna e Lombardia che è stata messa oggi a dura prova dalle nuove forti scosse di terremoto” viene espressa dal presidente di Fedagri Maurizio Gardini. “Tutta la popolazione nelle province colpite dal sisma è spaventata dal ripetersi delle scosse”, spiega Gardini – “e appare realmente provata. Insieme al pesante tributo in termini di vite umane, ci sono interi comparti produttivi letteralmente in ginocchio».

Dalle prime segnalazioni pervenute, sarebbero 500.000 le forme di parmigiano reggiano e grana padano danneggiate in seguito alla scossa di oggi, che ha provocato anche danni alle strutture. Numero che sommato alle 300.000 forme crollate nel precedente sisma, porterebbero il totale a circa 800.000.

«Ci stiamo già attivando in queste ore, pur nelle oggettive difficoltà – conclude Gardini - per fornire la nostra assistenza e vicinanza alle comunità colpite attraverso i nostri uffici territoriali».

 

NOTA DEL 25 MAGGIO

«Di fronte ai gravi danni provocati al sistema produttivo dal forte terremoto registrato in questi giorni in Emilia, soprattutto nelle province di Modena e Ferrara, è necessario attivare misure urgenti per aiutare le imprese colpite da questa calamità. In particolare, come la sospensione del pagamento dell’IMU, degli oneri previdenziali e del pagamento del prelievo sulle quote latte e una moratoria per gli impegni bancari in scadenza. Occorre, inoltre, stanziare adeguate risorse finanziarie per il ritiro straordinario da parte di Agea delle forme di Parmigiano-Reggiano danneggiate da destinare agli indigenti e per favorire il ripristino delle strutture produttive e delle attività connesse».

Queste le principali richieste espresse dal presidente di Fedagri-Confcooperative Maurizio Gardini al Sottosegretario alle Politiche Agricole Franco Braga in occasione del sopralluogo alle strutture agricole modenesi e mantovane colpite dal terremoto.

La visita ha interessato in particolare la cooperativa casearia La Cappelletta di San Possidonio, l’azienda agricola La Mortara di Medolla, la cooperativa ortofrutticola Italfrutta di San Felice sul Panaro, il caseificio Albareto della cooperativa Albalat di Modena e la Latteria San Valentino di Gabbiana di Marcaria (Mantova). Al termine della visita, il sottosegretario Braga, incontrando insieme all’Assessore regionale Rabboni i produttori e i vertici del Consorzio del Parmigiano-Reggiano, ha manifestato grande partecipazione alle difficoltà provocate dal sisma al sistema produttivo e l’impegno del Governo ad individuare le risorse necessarie per il risarcimento pur a fronte della attuale scarsità di risorse pubbliche.

La gravità della situazione provocata dal sisma è stata anche al centro di una riunione straordinaria del “Tavolo del Patto per la crescita intelligente, sostenibile e inclusiva” convocata a Bologna dal presidente della Regione Vasco Errani. In questa occasione, i rappresentanti della cooperazione hanno ricordato l’esigenza di tempi certi e rapidi sul fronte degli ammortizzatori sociali nonché sul versante degli aiuti da destinare alle imprese per il risarcimento dei danni e per la ripresa produttiva.

 

NOTA DEL 22 MAGGIO

«Le parole del Premier Monti sono un primo importante messaggio di fiducia, che speriamo si concretizzi al più presto in una reale azione di sostegno a favore degli abitanti e dell’economia delle zone colpite dal sisma».

Lo ha dichiarato il presidente di Fedagri – Confcooperative Maurizio Gardini commentando le dichiarazioni del Premier Mario Monti che ha annunciato un provvedimento sui pagamenti fiscali per gli abitanti delle aree colpite dal terremoto.

«Già in mattinata – prosegue Gardini – avevamo inviato al Ministro delle Politiche Agricole Mario Catania la richiesta di un aiuto concreto alle aziende agricole pesantemente colpite dal sisma attraverso la sospensione dei pagamenti dell’IMU, dei mutui in scadenza, degli impegni bancari e degli oneri previdenziali, fino alla fine dell'anno».

A livello regionale prosegue un confronto e una collaborazione fattiva con le istituzioni e gli Assessorati competenti, per valutare i danni provocati dal sisma e varare i primi provvedimenti di sostegno.

I danni al comparto agroalimentare sono rilevanti: pesante la situazione dei formaggi, nelle province di Modena e Mantova, con circa 280.000 forme di Parmigiano Reggiano danneggiate o andate perdute a causa del sisma e oltre 50.000 di Grana Padano. Danni strutturali anche a cantine, cooperative ortofrutticole e di raccolta cereali nel ferrarese e nel modenese.

NOTA DEL 21 MAGGIO

Danni strutturali anche a cantine, cooperative ortofrutticole e di raccolta cereali nelle province di Ferrara e Modena. Gardini (Fedagri): “Invieremo oggi stesso al Ministro dell’Agricoltura una stima particolareggiata dei danni, in vista della Seduta del Consiglio dei ministri di domani”

All’indomani del forte sisma che ha colpito l’Emilia Romagna, si fa più precisa la stima dei danni al comparto agroalimentare. «Sulla base delle informazioni provenienti dalle nostre sedi provinciali – spiega il presidente di Fedagri-Confcooperative Maurizio Gardini – la situazione che appare più pesante è quella del settore lattiero-caseario. Sono circa 280.000 le forme di Parmigiano Reggiano danneggiate o andate perdute a causa del sisma – equamente ripartite tra le provincie di Modena (140.000) e Mantova (140.000) - e oltre 50.000 quelle di Grana Padano, tutte concentrate nei caseifici cooperativi del mantovano».

Le forme di formaggio cadute dalle scalere e danneggiate sono prevalentemente di stagionatura fresca. Il Consorzio del Parmigiano Reggiano è pronto a chiedere al Ministero delle politiche agricole una deroga al Disciplinare che autorizzi le strutture a trasferire le forme anche fuori zona di origine, al fine di proseguire la stagionatura, insieme ad un intervento che consenta di trovare sul mercato destinazioni alternative per il formaggio danneggiato.

Nella provincia di Modena un caseificio è stato dichiarato inagibile ed il latte è stato ricollocato, con i relativi marchi di origine. Il terremoto ha causato danni strutturali anche a cooperative di altri comparti produttivi: la notte scorsa è crollato un tetto nella sala lavorazione di una cooperativa nella bassa modenese, crepe e lesioni sono riscontrate anche in diverse strutture ortofrutticole e di raccolta cereali del ferrarese e della provincia di Modena. Danneggiato un impianto fotovoltaico della cooperativa Italfrutta nel modenese, lesioni anche ad alcune cantine della provincia di Modena.

«Invieremo oggi stesso al Ministro dell’Agricoltura – spiega il presidente Gardini – una stima particolareggiata dei danni, in vista della Seduta del Consiglio dei ministri di domani. Le sedi regionali di Confcooperative Emilia-Romagna e Lombardia stanno informando i rispettivi Assessorati all’Agricoltura della difficile situazione che si è venuta a creare». Fedagri-Confcooperative si farà carico anche di richiedere al Governo, per le aziende operanti nelle zone colpite dal sisma, la sospensione dei pagamenti dell’IMU, dei mutui in scadenza, degli impegni bancari e degli oneri previdenziali almeno fino alla fine dell’anno.

NOTA DEL 20 MAGGIO

Gardini «Danni notevoli alle strutture della cooperazione agricola e agroalimentare regionale»

Sono ingenti i danni alle strutture e ai capannoni delle cooperative agricole della regione provocati dal sisma di questa notte. «Pur se è ancora prematuro riuscire a fornire dati certi – spiega Maurizio Gardini, presidente di Fedagri-Confcooperative e della Confcooperative Emilia-Romagna – al momento sono state riscontrate alcune lesioni ad edifici e abitazioni, crolli di parte dei tetti dei capannoni, oltre che danni alle strutture produttive e ai fabbricati rurali di servizio alle attività agricole».

Sono in corso in queste ore altre valutazioni tecniche sugli impianti. «È difficile fare al momento stime più attendibili – così prosegue Gardini – anche perché Vigili del Fuoco e Protezione Civile tengono lontane le persone dagli immobili per precauzione, in considerazione del perdurare dello sciame sismico e delle scosse di assestamento che continuano a far tremare la terra».

La zona colpita dal sisma è un’area fortemente innervata da una rete economica costituita da tante piccole e medie imprese con forte vocazione agricola”. Decine le cooperative agricole attive nella zona, operanti nel comparto vitivinicolo, lattiero-caseario, zootecnico e ortofrutticolo.

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