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Le cooperative italiane non sono Mafia Capitale

Riproponiamo la lettera del presidente Gardini pubblicata dal corriere della Sera 

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Le cooperative italiane non sono Mafia Capitale
Sul Corriere della Sera la lettera del presidente Gardini volta a sfatare la mortificante e ricorrente espressione di equazione: cooperative = Mafia Capitale. Nella lettera il presidente scrive «la nostra non è una difesa d'ufficio. È un'operazione verità … Nel welfare le cooperative hanno fatto evolvere l'azione del volontariato in impresa e ispirato il libro bianco del welfare europeo. Senza la loro azione avremmo un'Italia meno vicina a bambini, anziani, disabili, persone svantaggiate … azione che non si ferma davanti alle fatture scadute, perché se lo facessero ci sarebbe un pezzo d'Italia che rimarrebbe senza servizi e senza voce … Se delinque una coop tutto il sistema è marcio, se lo fa una spa no (come è giusto che sia intendiamoci) ... In Italia dà lavoro a 1.350.000 persone (welfare, agroalimentare, consumo, credito, servizi) e incide sul PIL per l'8%. Ricondurlo tutto o in gran parte a mafia capitale sembra una banalizzazione autolesionista verso un movimento di imprese diffuso in tutto il mondo, ma trattato come fosse un'anomalia tutta italiana …» 

(puoi leggere l'articolo completo è allegato)

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