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Dati forniti:
Elabora,
area studi Confcooperative
Il trend (2010 - 2008)
La cooperazione italiana con il + 5,5% di occupazione negli ultimi due
anni è in controtendenza in questo mondo che dopo i subprime e la bolla
immobiliare negli Usa è diverso, perché nulla sarà come prima. È stata una crisi
economico – finanziaria che ha cambiato gli equilibri dell’economia – mondo, e
continua farlo.
Se il "terremoto economico" è alle spalle, gli effetti si avvertono ancora. La
durata infinita è, infatti, una delle caratteristiche principali di questa
crisi.
La cooperazione conferma le sue caratteristiche: è il modello d’impresa che,
radicato sul territorio e votato alla valorizzazione delle sue migliori risorse,
mette al centro la persona.
OCCUPAZIONE: + 5,5% in due anni
- In due anni + 5,5%: da 507.000 a 535.000 persone occupate. La
cooperazione risponde così ai morsi della crisi mondiale: Più 3% di
occupazione rispetto allo scorso anno che va sommato al più 2,5% dello
scorso anno sul precedente: più 5,5% in due anni. Così le 20.500 imprese
aderenti a Confcooperative rispondono alla crisi economico finanziaria che
ha sconvolto il mondo. Un utile in meno un occupato in più: si passa dai
507.000 occupati di due anni fa ai 535.000 occupati di oggi.
- È donna il 59% degli occupati. Il 22% sono stranieri, di
provenienza Ue il 9,5% ed extra Ue il 12,5%
- La buona occupazione esige buona impresa: Nelle cooperative di
grandi dimensioni sale al 90% la quota di persone assunte con contratti a
tempo indeterminato, mentre scende nelle micro imprese al 60%. La media
delle persone assunte con contratti a tempo indeterminato nelle 20.500
cooperative è dell’82%.
- nelle cooperative a guida rosa balzo della forza lavoro: +6,9%. Nelle
cooperative rosa, l’occupazione ha fatto segnare un balzo superiore alla
media: +6,9% rispetto all’anno precedente.
Rispetto al management è donna il 26%. E nelle cooperative sociali il
35,4% dei presidenti è donna con punte del 40% nella cooperazione di servizi
alla persona e, a livello territoriale, del 46% nel Mezzogiorno.
MUTUALITA’: pienamente centrata con l’82%
La valorizzazione dei soci è pienamente garantita dal rispetto del requisito
della prevalenza mutualistica. Il livello medio della prevalenza mutualistica
nelle cooperative di Confcooperative si attesta all’82%.
EXPORT: + 18% tira la ripresa
- + 18% sullo scorso anno: L’export tira la ripresa: +18% rispetto
allo scorso anno. Sono oltre 800 le cooperative che abitualmente esportano
per un volume di affari di 4,7 miliardi di euro sui 61 complessivi
realizzati. Germania, Regno Unito, Svizzera, Francia, Usa, Canada e Cina i
paesi rispetto ai quali si esporta di più. Le cooperative che riescono a
esportare sono quelle che hanno retto meglio alla crisi, più
patrimonializzate e più longeve.
ELEMENTI DI SOFFERENZA:
- Sono rappresentate dalla forte riduzione, se non dall’azzeramento dei
margini per le imprese che hanno fatto di tutto per tutelare
l’occupazione. A questo vanno aggiunte: la contrazione della domanda
interna, la piaga dei ritardati pagamenti della PA, il dumping
contrattuale, vale a dire la concorrenza sleale attraverso
l’applicazione di contratti pirata che consentono di tagliare sensibilmente
il costo del lavoro, burocrazia farraginosa, appesantite condizioni
di accesso al credito soprattutto nel Mezzogiorno. Sono fattori che
minano la competitività delle imprese, non solo cooperative.
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