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 1990-2000: gli anni della stabilità e della modernizzazione

1990: Viene eletto alla Presidenza Luigi Marino . Tra i primi obiettivi da lui indicati, vi è quello di “qualificare” Confcooperative come organizzazione “percepibile, piena, progettuale, vivamente presente dove siano in gioco gli interessi sociali ed economici dei singoli e delle imprese”.

1992: Viene approvata la legge n. 59, che introduce significativi elementi di riforma della legislazione cooperativa .
Si tiene la diciottesima assemblea , nell’ambito della quale vengono indicate dieci sintetiche regole per una cooperazione autentica ed efficiente: partecipazione intensa ed attiva dei soci alla vita dell’impresa; capitalizzazione della società cooperativa; efficienza nella gestione senza trascurare la solidarietà; applicazione del metodo cooperativo anche nel perseguimento dell’efficienza; innovazione nei metodi di gestione; controllo e organizzazione aziendale; partecipazione alla vita dell’organizzazione.
Viene innovato lo statuto per conferire all’organizzazione maggiore coesione e flessibilità; si realizza l’accorpamento per grandi comparti produttivi delle Federazioni nazionali che divengono le attuali otto: Federabitazione, Federagroalimentare, Federcasse, Federconsumo, Federcoopesca, Federcultura Turismo Sport, Federlavoro e Servizi, Federsolidarietà.

 

1994: Nel Convegno di Venezia vengono focalizzate le innovazioni legislative che la cooperazione può e deve proporre. Tra le linee guida: centralità del socio, indisponibilità del capitale sociale, meritevolezza della mutualità, autonomia, sistema fiscale adeguato alle strutture, riordino della vigilanza, semplificazione dell’accesso all’attività imprenditoriale.

1995: Intervenendo alla ventiduesima Assemblea il Presidente del Consiglio Lamberto Dini afferma che il mondo cooperativo deve appoggiare concretamente le politiche attive del lavoro e conseguire importanti risultati in molti settori.


Luigi Marino, eletto la prima volta nel 1991, e recentemente riconfermato alla guida di Confcooperative.

 

1997: Nell’ambito della Ventitreesima Assemblea si sollecita il governo ad assumere le decisioni necessarie per favorire la capitalizzazione delle cooperative, predisporre una nuova disciplina del socio lavoratore, apportare correttivi al regime dell’IRAP. Gran parte delle richieste viene accolta sul piano normativo. Viene inoltre approvata la legge 266 che contiene importanti disposizioni che favoriscono la nascita di nuove società cooperative.

1998: Confcooperative firma, con alcune riserve, il Patto sociale sulle Politiche per il Lavoro.

1999: La Conferenza Economica di Mantova vota cinque direttrici di impegno: sviluppo sostenibile, competizione su scala globale, nuovi bacini occupazionali, qualità sociale del vivere, pari opportunità per tutti nell’accesso al  lavoro e all’impresa.

2000: Confcooperative sollecita l’approvazione dei provvedimenti di riforma del diritto societario, cui concorre con proprie proposte per rafforzare la specificità e l’autonomia del modello cooperativo.

La legge finanziaria per il 2001, accogliendo le proposte di Confcooperative, estende il ristorno a tutti i settori cooperativi e ribadisce con una norma interpretativa l’inderogabilità delle clausole mutualistiche.