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Posizione corrente Home page > La Cooperativa > La storia della cooperazione > 1990-2000: La stabilità e la modernizzazione
 1990-2000: La stabilità e la modernizzazione

 1991 – Viene approvata la legge n. 381 che riconosce e definisce ufficialmente l’esistenza ed il ruolo della cooperazione sociale.

1992 - Viene approvata la legge n. 59, che introduce significativi elementi di riforma della legislazione cooperativa.

 

1993 – Il Presidente del Consiglio Carlo Azelio Ciampi, nel corso dell’Assemblea con i dirigenti delle Centrali cooperative, riconosce al Movimento la capacità di produrre reddito e occupazione.

 1995 – L’ONU proclama la Giornata della cooperazione: il primo sabato di luglio, a partire dal 1995, verrà dedicato al “valore dell’azione cooperativa”.

 1996 – Il Presidente del Consiglio Lamberto Dini afferma che il mondo cooperativo deve appoggiare concretamente le politiche attive del lavoro e conseguire importanti risultati in molti settori.

 1997 – Viene approvata la legge 266, che contiene importanti disposizioni che favoriscono la nascita di nuove società cooperative.

 


Il movimento cooperativo incontra il Presidente del Consiglio dei ministri, Carlo Azeglio Ciampi


Un momento dell’Assemblea nazionale congiunta del 1998.

1998 – Oltre mille delegati partecipano all’Assemblea nazionale congiunta delle quattro Centrali cooperative. Il Presidente della Confcooperative, Luigi Marino, svolgendo la relazione introduttiva, auspica la costruzione di una politica cooperativa dell’Europa , nel cui territorio operano 83 milioni di cooperatori.

Il Presidente della Repubblica Scalfaro incontra i rappresentanti delle Quattro centrali e dichiara la sua particolare attenzione ai temi di interesse cooperativo.

 

2000 - Le Centrali cooperative sollecitano l’approvazione dei provvedimenti di riforma del diritto societario, cui concorrono con proprie proposte per rafforzare la specificità e l’autonomia del modello cooperativo.

La legge finanziaria per il 2001, accogliendo le proposte di Confcooperative, estende il ristorno a tutti i settori cooperativi e ribadisce con una norma interpretativa l’inderogabilità delle clausole mutualistiche.