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1982: La Confederazione deve affrontare la durezza della crisi economica del Paese. In particolare le restrizioni creditizie adottate allo scopo di ridurre l’inflazione penalizzano l’intero sistema.
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1983: Mengozzi succede a Badioli alla presidenza, con il compito di avviare il rinnovamento ed il risanamento economico dell’Organizzazione, che verranno portati a termine con il concorso di tutte le realtà ed i settori del movimento.
Viene approvata la legge n. 72/1983, la cosiddetta “Visentini bis”, che prevede tra l’altro una migliore retribuzione del capitale delle cooperative.
1984: La relazione di apertura della Quindicesima assemblea della Confcooperative sottolinea la sfida che la società italiana lancia al movimento cooperativo.
Essa ha almeno tre facce: morale, economica ed istituzionale.
Papa Giovanni Paolo II, in un’udienza organizzata per gli oltre settecento partecipanti, richiama l’attenzione sulla portata storica della cooperazione e sul servizio reso nel corso degli ultimi anni.
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 Consiglio Nazionale del 1984
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1985-1986: In seguito all’interessamento delle Centrali cooperative vengono varate: la “legge Marcora”, per la trasformazione di imprese in crisi in società cooperative, e la “legge De Vito” finalizzata allo sviluppo di nuova imprenditorialità giovanile nel Mezzogiorno, grazie anche alla promozione di società cooperative.
1988: Terminata la fase del risanamento, si avvia quella del rilancio, favorito anche dal positivo evolversi della congiuntura economica.
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