|
|
| |
|
|
 |
|
|
|
1922 – A partire da questa data, il regime Fascista impone la chiusura di moltissime cooperative, devastandone spesso la sede.
I principi di partecipazione e di democrazia economica attuati e diffusi in ambito cooperativo sono visti infatti come un ostacolo dal regime totalitario.
1923 – Inizia un processo di normalizzazione, che pone fine alla fase distruttiva e dà avvio ad un’opera di revisione, da parte del Partito nazionale fascista, del regime cooperativo. Viene adottata in particolare la tattica dell’annessione dei patrimoni.
Come conseguenza di questo processo, tra il 1925 ed il 1927 la Lega delle Cooperative e la Confederazione Cooperativa Italiana vengono sciolte.
Ad esse si sostituisce l’Ente Nazionale Fascista della Cooperazione, fondato nel 1926.
|
|
Il Fascismo prima, la seconda guerra mondiale poi, fanno sì che la cooperazione subisca un lungo periodo di “congelamento”.
I principi ed i valori della cooperazione rimangono tuttavia vivi e ciò ha effetto non appena vengono restaurate le libertà democratiche In questo lungo intervallo di tempo una tappa fondamentale è l’approvazione - nel 1942 - del nuovo Codice Civile, che al Titolo VI racchiude le norme sulle società cooperative | |
|
|
| |
| |
|