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| | Quello della casa è uno dei bisogni fondamentali dell’uomo. Per questo da sempre la costruzione di unità abitative ha rappresentato un settore importante delle attività umane, un settore dove trovano sintesi investimenti, risparmio, qualità della vita, progetti per il futuro. Un settore nel quale le famiglie italiane hanno investito enormi risorse nel dopoguerra, non sempre trovando piena corrispondenza.
Per questo molte famiglie hanno voluto diventare protagoniste nella costruzione del proprio alloggio, non rassegnandosi al ruolo di “consumatori finali” di un prodotto confezionato da altri.
Si sono quindi riunite, hanno formato una cooperativa di abitazione, hanno cercato un’area, commissionato un progetto, adattandolo alle loro esigenze, appaltato il lavoro ad una impresa di costruzione, il più affidabile possibile, scegliendo materiali, colori ed ogni altro particolare della propria casa.
Eliminando l’utile speculativo ed il margine a garanzia del rischio d’impresa, questa casa è costata dal 20 al 30 % in meno. In questo modo le cooperative di abitazione negli ultimi 20 anni hanno assegnato alle famiglie socie oltre 1 milione di abitazioni.
Attualmente le cooperative di abitazione possono essere : - a proprietà divisa (assegnando la casa ai soci in proprietà) - a proprietà indivisa (assegnando ai soci un diritto di godimento della casa , che rimane di proprietà della cooperativa).
Si stanno diffondendo anche altri modelli di cooperative di abitazione : - per l’affitto, semplice o con patto di futura vendita, a prezzo e scadenze prefissati, particolarmente adatto alle giovane copie; - per servizi all’abitare, trai quali le manutenzioni, sia delle parti comuni che degli interni, la dotazione di servizi (impianti sportivi, etc.), la dotazione di parcheggi, spesso ampliando il tradizionale ruolo sociale anche in sostituzione del pubblico.
L’attività delle cooperative di abitazione si svolge all’interno do due ambiti normativi : a) le norme generali che ne regolano gli atti (costituzione, obblighi, etc.); b) le leggi di finanziamento dei programmi edilizi, che comunque precisano anche requisiti e condizioni.
| | | La cooperativa censiti e programmati i bisogni reali degli associati (prodotti alimentari, arredo, attrezzature, etc.) acquista per conto del socio (commissionaria di acquisto).
Maggiore sarà il fatturato che la cooperativa garantirà al venditore, migliori saranno le condizioni contrattuali e di pagamento.
| | | Le cooperative operanti nel settore agricolo sono delle imprese che svolgono attività di raccolta, lavorazione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli conferiti dai produttori soci.
La cooperazione agricola di base dimostra tutta la sua vitalità continuando a crescere in volumi ed in base sociale, ricavandosi così spontaneamente le proprie ragioni di vita sul mercato.
Il dato maggiormente significativo è costituito dall’elemento qualitativo e cioè dalla presenza cooperativa nei prodotti a Denominazione di Origine e nella presenza sul mercato di esportazione : il 56% della produzione di Grana Padano e il 90% di Parmigiano vengono ottenuti in cooperativa, oltre ad altri importanti formaggi con il Montasio, l’Asagio e il Provolone Val Padana.
Nel vino abbiamo un 22% a denominazione geografica ed il 10% DOC e DOCG, inoltre il 10% del prodotto vinificato dalle cantine sociali viene esportato.
La cooperazione agricola è una cooperazione che si è affermata con successo nel mercato di nicchia e nell’offerta del prodotto “carrozzato” da una consistente quota di servizi in esso incorporati, inserendosi massicciamente nella filiera agroalimentare.
Ecco, in sintesi, la descrizione delle attività e delle capacità operative nei vari comparti agricoli.
Cooperative Avicunicole Sono imprese cooperative che svolgono attività di allevamento, lavorazione, trasformazione e commercializzazione di carni di coniglio, carni avicole e uova.
Cooperative Florovivaistiche Sono le imprese cooperative che coltivano, lavorano, conservano e commercializzano fiori e piante.
Cooperative lattiero casearie Sono imprese cooperative che svolgono attività di raccolta, trattamento e trasformazione del latte in prodotti caseari (formaggio, burro, latte alimentare, ricotta, ecc.) e loro commercializzazione. Il latte globalmente conferito alle cooperative è passato negli ultimi anni in Italia dal 38% ad oltre il 40% con un incremento lineare dei prodotti trasformati: formaggi (con prevalenza di quelli a Denominazione di Origine), burro e latte alimentare.
Cooperative Olearie Sono le imprese cooperative che gestiscono quanto conferito dai produttori soci, sia che si tratti di materie prime per la trasformazione (olive, ecc..) che di prodotto finito da commercializzare.
Cooperative Ortofrutticole Sono le imprese cooperative che svolgono attività di lavorazione e commercializzazione di ortaggi e frutta conferita dai produttori soci. E’ fondamentale il ruolo svolto dalle cooperative nel comparto della produzione ortofrutticola e nella concentrazione commerciale dei prodotti attraverso proprie filiere specifiche di valorizzazione. Le imprese cooperative controllano infatti oltre il 30% della produzione ortofrutticola (8 milioni di tonnellate) realizzando in complesso un fatturato valutabile attorno ai 5.000 miliardi di lire. Assai significativa risulta comunque anche l’incidenza cooperativa nei confronti dell’esportazione nazionale con circa il 20% nel comparto degli ortofrutticoli freschi e il 15% nei trasformati.
Cooperative di servizi e meccanizzazione Sono imprese cooperative che svolgono attività di organizzazione della produzione di cereali e semi oleaginosi e forniscono mezzi e assistenza tecnica agli agricoltori soci.
Cooperative tabacchicole Sono le imprese cooperative che svolgono attività di lavorazione e trasformazione del tabacco conferito dai soci.
Cooperative vitivinicole Sono le imprese cooperative che oltre a lavorare e trasformare uve, conferite dai soci produttori agricoli, valorizzano e commercializzano i prodotti (vini, spumanti, succhi di uva, ecc.). Il comparto ha avuto una forte evoluzione passando dal 28% al 50% della produzione di uva da vino nazionale e, come base sociale, da 246.000 a 368.000 soci.
Cooperative zootecniche e stalle sociali Sono imprese cooperative che svolgono attività di allevamento, lavorazione, trasformazione e commercializzazione di carni bovine e suine.
| | | Sono imprese cooperative che svolgono attività di trasporto merci per conto terzi tramite mezzi di proprietà dei soci o della cooperativa.
| | | In questo settore rientrano cooperative che producono film, audiovisivi, spot pubblicitari, e cooperative che svolgono attività di ricerca, catalogazione e restauro di opere d’arte (beni culturali) anche con l’ausilio di audiovisivi.
Queste cooperative rivolgono particolare attenzione alla formazione tecnica dei propri operatori, creando così professionalità e occasioni di lavoro.
| | | Un certo numero di consumatori si unisce, dando vita ad una cooperativa, per acquistare in comune i prodotti per le proprie necessità.
Attualmente tali cooperative vendono non solo ai soci, ma alle generalità dei consumatori, operando nel mercato come un punto di vendita. Oggi infatti la filosofia della cooperazione di consumo non poggia più solo sul concetto di mutualità, ma su quello più generale di prestare un servizio per la qualità e l tutela del consumatore.
| | | Sono le imprese cooperative che operano in ogni settore delle opere civili, con tecnologie avanzatissime, tecnici qualificati e maestranza con elevata professionalità.
Queste cooperative svolgono la propria attività in settori diversificati, dalle grandi opere infrastrutturali, ai maggiori insediamenti industriali e commerciali, compresi i nuovi settori come quelli dell’energia e dell’ecologia; senza dimenticare il mercato della casa che rimane il fulcro dell’intero sistema economico-imprenditoriale del settore.
| | | Un numero di imprenditori si unisce dando vita ad una cooperativa per l’acquisto in comune dei merci finalizzate al rifornimento dei propri punti vendita.
A tale funzione primaria nel tempo se ne sono aggiunte altre: la gestione comune di una presenza complessiva sul mercato, riconoscibile, caratteristica, personalizzata (insegna comune, prodotti con proprio marchio).
| | | Il settore editoriale comprende le cooperative che acquistano e vendono libri nell’ambito delle università, pubblicano periodici locali e/o specializzati, gestiscono informazioni e pubblicità.
Particolare interesse rivestono quelle realtà che operano nel campo della comunicazione e dell’editoria coprendo nicchie di mercato specializzato (ad esempio informazione turistica e/o culturale) o che seguono da vicino i problemi delle comunità locali.
| | | Soni quelle imprese cooperative che scaricano e manipolano colli o merci nei porti, mercati e magazzini attraverso una gestione integrata di logistica e trasporto.
| | | Sono imprese cooperative che ergano servizi di elaborazione informatiche per tutti i settori produttivi ed economici. Alcune si occupano anche di vendita di computers, periferiche e, in generale, hardware.
| | | Le cooperative della pesca sono aggregazioni di pescatori o di imprese di pesca che si associano mettendo insieme l’energia lavorativa e le produzioni al fine di aumentare il proprio potere contrattuale nei confronti del “mercato”. In funzione del luogo ove è esercitata si posso distinguere, fatte eccezioni per regioni come il Veneto e la Sardegna dove le possiamo trovare insieme, in :
- Cooperative di pesca marittima
- Cooperative di pesca in acque interne.
Per specificare e riassumere le varie tipologie possiamo individuare le seguenti caratteristiche :
a) Settore che definiamo di “lavoro”, dove la cooperativa gestisce direttamente i pescherecci ed il lavoro svolto dai soci è assimilabile al lavoro dipendente;
b) Settore che definiamo “di servizi”, dove la cooperativa associa imprese di pesca che gestiscono i pescherecci autonomamente e presta ai soci vari tipi di servizi come: mercato ittico, rifornimenti di bordo, assistenza amministrativa ecc.
Esistono anche cooperative che possiamo definire “miste”, dove sono presenti entrambi i tipi di organizzazione citati. Sempre più frequenti sono le cooperative di pesca che esercitano attività di acquacoltura o maricoltura.
| | | Sono imprese cooperative che forniscono servizi di pulizia di negozi, mostre, uffici e in genere locali pubblici o privati; servizi di sanificazione ambientale quali la disinfezione, disinfestazione, derattizzazione.
| | | Il settore dell’emittenza raccoglie moltissime radio ed alcune televisioni locali che nella formula cooperativa hanno trovato la possibilità di diffondere il messaggio della comunità di appartenenza tutelando i patrimoni di cultura di cui sono portatori.
Il parlare direttamente con la gente, comunicare, essere protagonisti dell’informazione rappresenta il tentativo di una comunicazione diversa che non punti a condizionare pesantemente i gusti ed i consumi, ma valorizzi anche gli orientamenti individuali sotto il profilo culturale.
| | | La cooperazione nel comparto della scuola comprende due realtà profondamente diverse nella loro realizzazione e negli scopi che perseguono:
a) Cooperative nella scuola Si tratta di Associazione fra scolari o studenti guidati da un tutor insegnante che, usando il modello cooperativo come metodo di apprendimento scelto consapevolmente per il perseguimento delle finalità didattiche.
b) Scuole a gestione cooperativa Sono cooperative costituite da genitori, docenti, forze sociali presenti sul territorio, che gestiscono scuole di ogni ordine e grado. Si tratta comunque si scuole non statali che, come tali possono essere:
- autorizzate;
- parificate;
- legalmente riconosciute.
Le cooperative scolastiche sono oggi in Italia circa duecento e gestiscono almeno quattrocento scuole dalla materna alla media superiore.
Oggi esistono ancora spazi di diffusine che vanno ricercati là cove antiche scuole gestiste da Congregazioni, rischiano la chiusura per mancanza di vocazione, oppure dove una comunità laicale viva e attiva desidera rifarsi carico dell’educazione dei propri figli.
| | | Le cooperative nell’ambito della solidarietà sociale costituiscono ormai da anni lo strumento più efficace per operare al servizio degli “ultimi” coniugando imprenditorialità e solidarietà. Esse, non a caso, nel nostro paese sono una delle forme su cui si è coniato il concetto di “impresa sociale”. Cioè di quella impresa che pur con tutte le caratteristiche dell’impresa normale, non ha come obiettivi primari gli scopi “tipici” dell’impresa ma l’interesse generale della comunità alla promozione umana e all’integrazione sociale dei cittadini.
Le cooperative sociali, come indica la L. 381/91 si dividono in due grandi comparti:
a) Cooperative di gestione di servizi socio-sanitari ed educativi. Sono cooperative per l’assistenza domiciliare ai soggetti svantaggiati, per la gestione di case famiglia, di case di riposo, di asili nido.
b) Cooperative finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate. Tale inserimento può avvenire tramite lo svolgimento di attività agricole, industriali, commerciali o di servizi. Sono essenzialmente cooperative agricole (adatte in modo particolare per il recupero dei tossico dipendenti), oppure cooperative che operano nei più svariati settori: dall’informatica, all’artigianato, dalla pulizia, alla falegnameria, etc.
La nascita delle cooperative sociali deve tener conto dei bisogni del territorio,in quanto hanno lo scopo di perseguire l’interesse generale della comunità. I soggetti svantaggiati su cui intervengono le cooperative di tipo b. sono quelli elencanti tassativamente dall’art. 4 della legge del 18 novembre 1991 n° 381. Tali soggetti svantaggiati, a cui vengono fiscalizzati gli oneri sociali, devono essere almeno il 30% dei lavoratori della cooperativa.
| | | Lo sport è diventato un bene di sempre più ampio consumo, un fenomeno sociale di vasta portata e rilevanza anche per la salute. Lo sport unito a offerte di servizi di qualità per il tempo libero, oltre ad essere arricchimento della persona e della sua libertà nel rapporto con gi altri, deve poter diventare l’occasione per attrarre turismo.
Esistono due forme di cooperazione sportiva:
- Cooperative che realizzano/gestiscono impianti sportivi di proprietà o in convenzione.
- Cooperative tra insegnanti di educazione fisica, maestri di sci, nuoto, tennis, ecc. tra coloro cioè che dallo sport traggono la loro professione.
| | | In questo gruppo rientrano cooperative che:
- gestiscono teatri, cinema, scuole di recitazione e spazi teatrali.
- producono o organizzano spettacoli teatrali, rassegne, etc.
Alcune cooperative operano in modo specifico nel teatro di prosa per ragazzi, nella danza e musica; altre si interessano dell’animazione negli asilo nido, e nelle scuole di ogni ordine e grado.
L’attività svolta può abbracciare l’intera stagione teatrale oppure offrire servizi di intrattenimento estivo per l’infanzia e la gioventù.
| | | Sono quelle imprese cooperative che svolgono attività di trasporto di persone via mare o via terra e possono avere licenza privata o pubblica (taxi).
| | | Al mercato interessano ventagli di opportunità turistiche che il singolo operatore non può offrire. Da qui la necessità di aggregare singole aziende al fine di:
- formare gruppi omogenei per categoria interessati a segmenti specifici di mercato;
- assistere le imprese nell’ammodernamento e nella riqualificazione dei servizi, per dare risposte in tempi reali;
- arricchire il prodotto turistico con pacchetti di servizi e prestazioni extraricettive (animazione, sport, assistenza al cliente, etc.)
- programmare campagne di promozione e sviluppo del prodotto offerto.
In particolare sono cooperative tese a espletare operazioni commerciali nelle quali la coalizione contrattuale si rileva indispensabile alla economia delle singole unità aziendali. Cooperative ricettive alberghiere, extra alberghiere e agenzie di viaggio.
| | | Sono cooperative tra guide e accompagnatori operanti nel settore del turistico e naturalistico.
Cooperative per la gestione di servizi nautici, congressuali, fiere e manifestazioni in genere. Cooperative per la gestione dei servizi ai parchi, ai musei, alle mostre d’arte.
| | | Sono le imprese cooperative che forniscono derrate alimentari e pasti a mense, villaggi turistici, hotel e campeggi e/o comunità in genere.
| | | Sono le imprese cooperative che forniscono attività di sorveglianza presso banche, uffici pubblici e privati: Per svolgere questa attività occorre un rilascio da parte della Prefettura del decreto di guardia giurata particolare.
| | | Nel panorama creditizio italiano, le banche di credito cooperativo/casse rurali ed artigiane costituiscono un segmento particolarmente significativo, con peculiarità originali, riconosciute nello stesso nuovo testo unico bancario, in vigore dal 1° gennaio 1994 (decreto legislativo n. 385 del 1° settembre 1993).
La loro identità si configura nell’essere cooperative e banche delle comunità locali, saldamente ancorate a ben delimitati ambiti territoriali.
L’esperienza del credito cooperativo nel nostro Paese ha oltre centodieci anni: la prima Cassa rurale venne fondata, infatti, nel 1883.
Nel corso del 1994, il gruppo delle Banche di credito cooperativo - Casse rurali ed artigiane – 646 aziende con 2.362 sportelli – ha ulteriormente potenziato la sua presenza capillare nel territorio. La loro incidenza sul totale nazionale è di oltre 7% per la raccolta di risparmio e del 5% per quanto concerne gli impieghi, destinati ai soci, alle famiglie ed ai piccoli e medi operatori economici. I soci azionisti sono oltre 400 mila.
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